Benessere

Benessere (71)

Il raggiungimento del benessere psico-fisico e il miglioramento della qualità della vita si ottengono attraverso la ricerca dell’armonia con sé stessi e con l’ambiente.

Scuola di RespiroDopo aver trascorso nove mesi nella pancia della mamma (alimentati ed ossigenati dal cordone ombelicale), quando arriva il momento di uscire passiamo attraverso il collo dell'utero: dopo che è uscita la testa, avviene una compressione della gabbia toracica, che poi si decomprime e ci permette di fare il primo respiro con i nostri polmoni.

Questo avvenimento ci sconvolge, ci spaventa, ma non basta: se il bimbo nasce in ospedale (cosa che accade alla maggior parte dei bambini), intorno alla mamma e al piccolo appena nato ci sono persone che si danno da fare, con luci, rumori, qualcuno procede subito al taglio del cordone ombelicale. In questo modo, il nuovo arrivato si trova immediatamente in pericolo di morte: se non respira, perché ha paura, può morire, ma se respira tutto è forte, doloroso, intenso. A questo punto, spesso accade che il bimbo trattenga il respiro, sperimentando così la sua prima apnea: le persone intorno, allora, spaventate, il più delle volte lo prendono per i piedi, a testa in giù, e gli danno qualche schiaffo sul sedere per farlo piangere e, di conseguenza, respirare. Di fronte ad un bimbo che piange di terrore, di dolore, di paura, di rabbia, di sconforto, gli adulti sono contenti perché significa che è vivo.

Che cos’è il Sogno?

Il sogno è un’energia originaria, qualcosa che abbiamo messo dentro quando ci siamo incarnati sulla Terra. E’ ciò che a volte si può percepire nei bambini, quel quid che essi agiscono ancora naturalmente e che li rende così forti e amabili in tutta la loro fragilità.

In quei momenti quei bambini sembrano sapere esattamente cosa vogliono, a prescindere che ciò si traduca in qualcosa di concreto o meno. Ecco, quell’energia è il sogno; ciò che si è risvegliato dentro di sé, quando la si percepisce in un adulto.

In fin dei conti il sogno è l’energia collante che ci tiene vicini a noi stessi, a ciò che siamo, in profondità. Per cui il sogno non si traduce necessariamente in un progetto. Il sogno non è diventare o essere cantanti, imprenditori, medici o sciamani. Il sogno è essere vicini a se stessi.

Scuola di RespiroQuando mi presento e parlo del mio lavoro (ho una Scuola di Respiro, in cui insegno alle persone a respirare), mi capita molto spesso di sentire i commenti di alcune persone che dicono "Una scuola per imparare a respirare? Che sciocchezza, io respiro da quando sono nato!"

Scuola di RespiroOttenere un benessere immediato e duraturo? Guarire da mali che ci perseguitano da mesi, forse da anni, senza dover ricorrere a medicine o terapie invasive? Si può... con le coccole! Acqua calda, respiro, tenerezza e massaggi per sciogliere stress e tensioni, dolori articolari e blocchi emozionali.
A volte, dopo una brutta giornata, basta un incontro, una carezza, un abbraccio, per farci cambiare completamente stato d'animo. Dalla stanchezza alla gioia, dallo stress all'entusiasmo. Maggiore rilassatezza e più sicurezza. Di solito, però, non è così facile trovare sempre la persona disponibile a farlo, magari perché è impegnata, o perché anche essa ha le sue storie, e poi non è detto che il tempo che può dedicarti sia tutto quello che vorresti. Senza contare che ci è stato insegnato che le coccole sono roba da bambini ed ormai tu sei grande e non puoi più pretendere questo. Ora, prova ad immaginare gli effetti benefici di una carezza, di un abbraccio o di essere ascoltati, moltiplicati per dieci, anzi... per mille! La Coccoloterapia® in acqua calda è un metodo nuovissimo ed originale che unisce contatto con l'acqua, tecniche di respirazione, massaggi, carezze e l'uso del canto armonico. "Si tratta - spiega Paolo Cericola, presidente della Scuola di Respiro di Roma e ideatore del metodo, che ha richiesto 15 anni di esperienza per essere messo a punto - di una terapia molto semplice e dolce, ma allo stesso tempo intensa e profonda: permette infatti di arrivare, a volte già dalla prima seduta, alla causa che determina il malessere o la difficoltà della persona. Una volta che ciò avviene e la causa diventa chiara, l'atteggiamento interiore del coccolato cambia completamente, fino a determinare una guarigione o un benessere immediato".
Ma come si svolge una seduta di Coccoloterapia® in acqua calda (della durata di un'ora circa)? La persona si immerge in una vasca con acqua calda a 36° e poi, abbandonandosi nelle braccia del coccoloterapeuta, comincia a respirare in maniera rilassata e continua. Una volta stabilizzata la respirazione, inizia ad essere cullata e poi massaggiata sempre più in profondità, fino a sciogliere blocchi e tensioni accumulate già da molto tempo. Ma la vera sorpresa arriva nella seconda parte della seduta: il coccolato viene portato sott'acqua (quasi a simboleggiare il ritorno nel grembo materno) e si rilassa, fino a raggiungere stati di consapevolezza sconosciuti. Possono affiorare memorie sommerse (di cui non abbiamo alcun ricordo razionale) legate al momento della nascita o a traumi subiti, o addirittura appartenenti a vite precedenti. Ogni volta che una di queste memorie sommerse diventa chiara, è possibile sciogliere tensioni ataviche, fino ad accedere ad una dimensione di totale rilassatezza, di estasi vera e propria. A questi esercizi vengono accostate le sedute di "Respiro della Memoria®" fuori dall'acqua: Paolo Cericola insegna ad eliminare le pause tra inspirazione ed espirazione, mantenendo un respiro circolare o continuo. È il modo migliore per "ripulirici" da vecchie memorie che condizionano la nostra vita. La maggior parte delle persone (e dei medici) sembra ignorarlo, ma il 70% del sistema di disintossicazione del nostro organismo dipende dal... respiro!!!

Paolo Cericola

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La Riflessologia Plantare è una pratica di massaggio olistico che guarda all'essere umano come la combinazione perfetta tra Spirito,Mente e Corpo. 

Quando la mente non rimane in questa triade armoniosa, il corpo sapientemente invia segnali allo spirito.

Lo spirito sempre attento e premuroso, si attiva dialogando con la mente, che gradualmente si abbandona, facendo rifiorire l'equilibrio.

Possiamo immaginare che l'intero essere umano sia come un villaggio armonioso, dove regna la pace, la salute, la gioia. Paragoniamo lo Spirito al Re del villaggio, la Mente al popolo ed il Corpo all'esercito; qualora venisse a mancare l'armonia per insofferenze del "popolo" nei confronti del "Re", l' "esercito" si troverebbe costretto a lanciare segnali al "popolo". 

L'errore più grossolano è pensare che la disarmonia possa tramutarsi in armonia esclusivamente grazie ad uno di questi 3 fattori/attori.

L'armonia è possibile solo grazie alla piena collaborazione di Corpo, Mente e Spirito e solo tutti e 3 insieme rendono l'essere umano, un Essere Prezioso. 


Medicina Tradizionale Tibetana – Introduzione

La Medicina Tradizionale Tibetana è una scienza ed un arte di antichissime origini. Sebbene siano presenti alcuni punti in comune sia con la Medicina Ayurvedica Indiana che con la Medicina Tradizionale Cinese, la Medicina Tradizionale Tibetana è caratterizzata da una genesi, storia e sviluppo propri, le cui radici affondano nel suggestivo territorio Tibetano, nella cultura autoctona ma soprattutto nello spirito della sua gente.

L'essere umano definisce se stesso sulla base delle relazioni che ha con gli altri e molto spesso quando ciò che arriva dall'esterno, il riscontro che viene dalle esperienze e dal mondo, non è quello che desidera si sente vittima, dando la responsabilità all'altro di ciò che nella propria vita non funziona.

FREE YOGA VILLAGE - tutti i giorni yoga e benessere gratuito 

Alassio Laigueglia - Luglio Agosto 2014 … regaliamo benessere !

Tutti i giorni di luglio ed agosto, per la quarta stagione, si potrà praticare differenti stili yoga gratuitamente,
anche contemporaneamente in diversi orari e location nelle città di Alassio e Laigueglia.

Molti testi tantrici e taoisti parlano del controllo dell’eiaculazione. La prima immagine che ciò suscita solitamente nel lettore è quella di un rubinetto che si chiuda o di un qualche sforzo da fare con il perineo o i genitali per trattenere l’energia. Questo è un grande equivoco: non si tratta né di chiudere con la forza un flusso che avviene naturalmente, né di controllare o trattenere una energia che sa benissimo dove vuole andare, né di bloccare qualcosa che deve uscire, o di fermare, come che sia, un processo che si è già avviato.

 

Quando un uomo e una donna si mettono insieme, non sono più soltanto due persone, ma costituiscono un sistema composto da tre elementi: l’uomo, la donna e la relazione tra loro. Chiunque si sia avventurato, anche superficialmente, nella terapia di coppia o di famiglia, sa che, perché un cambiamento sia duraturo, bisogna considerare ogni singolo membro come il sistema nel suo complesso: il  principio di interazione, le regole del gioco, i canali di comunicazione, l’ordine dell’amore.

Con il passare degli anni, il sistema guadagna sempre più autonomia rispetto all’uomo e alla donna che formano gli altri due vertici del triangolo. Le dinamiche della coppia agiscono quasi fossero entità, descritte con espressioni tipo: “L’amore è diventato solo abitudine”; “Le nostre reazioni sono ormai meccaniche: io dico una cosa e so già cosa risponderà lui”; “Con le altre donne mi sento più libero mentre con mia moglie non riesco a fare diversamente”. Quindi, se viviamo un rapporto di coppia e intendiamo seriamente evolverci (nel senso di una crescita personale e spirituale) dovremo considerare sia il partner che la relazione, altrimenti non andremo lontano e il rapporto entrerà in crisi. Teniamo, inoltre, presente che quando inizieremo a meditare e a giocare con le energie dei chakra, il partner di conseguenza verrà coinvolto. Se condivide il nostro interesse, sarà il nostro migliore alleato, altrimenti (magari inconsapevolmente) ci frenerà e il sistema-coppia andrà in frantumi. Ma attenzione: uomini e donne hanno modi diversi di sostenersi a vicenda. Il pericolo maggiore che possiamo correre durante questa delicata fase consiste nell’interpretare ogni discordanza di opinioni come un freno alla nostra evoluzione, mentre il più delle volte è un alibi, o la proiezione di un ostacolo personale sull’altro, piuttosto che una dinamica energetica.

In generale, comunque, trovare un equilibrio fra le tematiche del secondo e terzo chakra è il presupposto per arrivare a quello stato esistenziale che si chiama amore. Infatti, quando siamo sbilanciati nel secondo e nel terzo vortice energetico, ci ritroviamo sofferenti all’interno di una vita a due che viene caratterizzata da un continuo e apparentemente infinito altalenare di sentimenti. Siamo così presi dalle dinamiche affettive (marcare i nostri confini, ricercare l’intimità, ritrovare l’io all’interno dell’unità con il partner) che “essere noi stessi” ed “essere in relazione” ci possono sembrare due opposti inconciliabili. Se le dinamiche di coppia ruotano principalmente intorno a questi due chakra, il rapporto difficilmente riuscirà appagante e sarà invece fonte di nuovi attriti, discussioni, analisi. Prima o poi, inevitabilmente, qualcosa in noi si stancherà per la mancanza di pace, soddisfazione e amore. Durante l’atto sessuale la fissazione sul secondo e sul terzo chakra raffredderà la relazione: ci sarà eccitazione ma mancherà quell’erotismo che ci coinvolge pienamente. H. Meyer, un terapeuta di coppia, lo esprime così: “Secondo il principio dell’attrazione degli opposti, si incontrano spesso un uomo orientato alla performance e una donna che non sa abbandonarsi. L’incapacità di abbandonarsi deriva dalla convenzione collettiva sul ruolo femminile, secondo la quale vengono sopravvalutati l’amore e l’affetto e vengono considerati impuri o almeno sottovalutati la sessualità e l’erotismo. Secondo le convenzioni riguardanti i sessi, la donna considera l’amore come criterio più importante della relazione, mentre l’uomo considera il sesso più importante, perciò rimangono separati l’uno dall’altro. Benché si attraggano perché complementari, non arrivano all’appagamento. Entrambi vogliono soddisfare soltanto il loro orgoglio convenzionale: l’uomo vuole essere un amante potente e la donna vuole essere un’amante affettuosa. Entrambi, però, dopo aver fatto l’amore si sentono frustrati perché nessuno ha soddisfatto l’aspettativa dell’altro.”

L’atto amoroso soggetto all’influenza di questi due chakra risulta fortemente condizionato da  preconcetti su “come lo fa l’uomo e cosa prova la donna”, che in pratica negano l’accesso all’energia sessuale autentica e lo riducono allo strumento con il quale accedere ai sentimenti nel secondo chakra o definire l’io nel terzo. In mancanza di una radicata presenza nel corpo (perciò nel primo chakra), l’uomo tende a stimolare le sensazioni in sé e nella compagna con la rabbia e l’aggressività del terzo chakra. La logica che determina l’azione è guidata dall’assioma: più frizione = più eccitazione = orgasmo più intenso. La donna a sua volta può cercare di concentrarsi molto sui sentimenti e ad ingrandirli, sommando la propria performance interiore a quella esteriore dell’uomo.

Quando siamo innamorati, invece, il secondo chakra è aperto spontaneamente (anzi spalancato) e questa apertura ci consente di provare un affetto e un desiderio di unione unici: siamo erotizzati dalla testa ai piedi, coinvolti nella danza fra il sesso del primo chakra e la disponibilità verso il partner nel secondo. Questo momento è così prezioso, dice Eva Pierrakos, perché ci indica la strada: “Senza la sua ‘forza d’urto’ molti esseri umani non si aprirebbero mai, e mai si dedicherebbero coscientemente ad abbattere le pareti della loro separazione. La forza dell’eros rappresenta un seme nell’anima e fa in modo che essa impari a desiderare l’unità, spinge l’anima a superare la sua pigrizia e la sua inerzia, ad uscire fuori dal suo guscio protettivo. Tuttavia, il pur forte impatto dell’eros può portare l’anima solo fino a un certo punto. Esso è destinato a dissolversi se la personalità non impara a sviluppare tutte le qualità necessarie per amare veramente. Solo quando vi è vero amore, la forza erotica rimane viva, mentre da sola è destinata ad esaurirsi. Questo, naturalmente, è il problema principale in tutti i matrimoni. Raggiunto tale punto, è la vostra deliberata volontà che deve indurvi a ricercare ulteriormente nell’illimitata profondità dell’altra persona, a svelarvi e a condividere con l’altro la vostra ricerca interiore. Solo facendo questo, potete usare l’eros come ponte per raggiungere il vero amore.”

La completa apertura del secondo chakra ci dà il sapore degli stati d’animo che possiamo aspettarci una volta che anche il quarto si aprirà. Innamorarsi è come un dono che la vita ci offre per dirci “vedi, c’è ancora un’infinità di piacere da scoprire”. Rappresenta la forma di unione più semplice, un invito gratuito offerto per invogliarci a metterci in cammino. Le altre forme d’unione al livello del quarto e del sesto chakra (i cosiddetti “pari femminili” che tendono all’empatia) non sono più gratuite, ma richiedono impegno attivo da parte nostra e pretendono che i chakra dispari si rinforzino e realizzino l’io a uno stato sempre più alto. Il loro compito, infatti, è dare forma ed espressione a ciò che quelli pari raccolgono, sentono e intuiscono. Questo passaggio è obbligatorio per salire in alto. Soltanto un Io affermato, sicuro e deciso può concedersi all’amore, dissolvendosi nell’energia del cuore.

Il secondo chakra crea un ponte che collega al partner l’energia sessuale del primo, per arricchirla di quella qualità sentimentale che poi conduce al legame, mentre il terzo chakra crea un altro ponte che porta la sessualità del primo e il legame emozionale del secondo a una più profonda comprensione nel quarto, dopo essersi cristallizzato in una volontà decisa e in una voglia di confermare e realizzare la propria personalità. Un io consolidato è capace di abbandono innumerevoli volte, sa aprirsi a una nuova unione, collega tutte le parti dell’essere umano e poi permette la relazione con altri esseri umani, senza interferire con la loro vita, scaricargli addosso i propri bisogni, né richiedere qualcosa in cambio.

In questa dinamica riconosciamo un’oscillazione fra due principi (ovvero l’immortale logica tra il pari e il dispari):

·      nel primo chakra proviamo piacere e sicurezza nel corpo;

·      nel secondo chakra entriamo in contatto con l’altro, conosciamo l’erotismo e l’intimità;

·      nel terzo chakra definiamo il nostro io, la forza attiva e la nostra volontà;

·      nel quarto chakra amiamo incondizionatamente;

·      nel quinto chakra esprimiamo gli impulsi interiori in modo autentico;

·      nel sesto chakra ci apriamo all’intuizione e ai messaggi sottili.

Ripercorrendo questa scaletta, notiamo che i chakra dispari rinforzano l’essere, mentre quelli pari ci mettono in contatto con gli altri e con il mondo.

Riuscire a essere intimi (secondo chakra) e percorrere la propria strada (terzo chakra) sono elementi ugualmente importanti per poter amare. Fino a che avremo problemi nel raggiungere l’intimità e vivremo sempre nel carattere, sentendoci continuamente abbandonati, invasi o artificiosi (“come se”), non saremo bilanciati nella nostra pancia e nel nostro baricentro, ovvero: il secondo chakra. Bilanciare il rapporto in questo senso è indispensabile per aprire la strada fra cuore e sesso.

Ma c’è dell’altro: l’innamoramento spesso finisce perché incontra negli innamorati un io ancora troppo debole. La carica erotica iniziale ha aperto la strada, ma non è in grado di mantenerla sgombra in eterno. Il compito successivo, per tenere in vita la relazione, è trovare una stabilità del proprio Io che si traduca in una sensazione a livello dello stomaco e del plesso solare. Questa stabilità rende superfluo chiederci se siamo potenti o no, dominati o dominatori, giudicati o giudici, se esercitiamo un controllo o lo subiamo, se siamo succubi del paragone fra noi stessi e gli altri. Quando questi temi non ingombrano più quotidianamente la relazione, allora l’energia può salire  un altro gradino e toccare il quarto chakra.

Intraprendendo la ricerca per comprendere le dinamiche di coppia e per rinforzare il secondo e il terzo chakra, abbiamo una buona probabilità di attivare il quarto e di proseguire senza ulteriori grandi sforzi, lasciandoci guidare dall’amore. Se invece non compiamo questi passi, con l’affievolirsi dell’erotismo iniziale l’energia complessiva della coppia si appiattirà e ritornerà ai livelli normali, simili a quelli conosciuti prima dell’innamoramento.

Chiaramente il percorso dell’energia non è sempre così lineare dal basso verso l’alto: per alcuni procede in senso opposto; per altri non inizia dal primo chakra, ma dal secondo o dal terzo; pochi cominciano dal quarto per risolvere successivamente i temi del secondo o del terzo; per qualcuno, ma raramente, inizia da chakra ancora più alti.

Le persone che vivono  e si esprimono attraverso i primi tre vortici si dimostrano solide e compiacenti verso se stesse e gli altri. Al contrario, quelle che reprimono i primi tre chakra e vivono in prevalenza nei centri alti, benché intelligenti e originali, sembrano avvolte nell’alone di un sogno e di una realtà illusoria.

Bilanciare le forze e sviluppare il secondo e terzo chakra per agire e sentire sempre di più dalle energie che gli sono proprie, anziché dagli strati esteriori, non è indispensabile solo per amare, ma naturalmente anche per fare buon sesso. Infatti, fino a che siamo poco equilibrati nel secondo centro e usiamo il sesso per tenere incollato il rapporto,  legare il partner a noi o compensare una carenza di intimità, l’energia del primo chakra rimarrà perennemente al servizio delle strategie del secondo e il piacere non potrà svilupparsi liberamente. Quando avremo imparato ad accettare sia la solitudine sia l’intimità, allora potremo assaporare il sesso per quello che è: un’energia forte, piacevolissima, capace di colmare e nutrire il nostro corpo fisico portandoci alle più alte vette dell’essere.

E’ abbastanza diffusa l’opinione che abbracci e carezze siano spesso usati per arrivare al sesso e che questa strumentalizzazione disturbi la relazione. Purtroppo non è altrettanto comune l’opinione contraria, cioè che usare il sesso per ottenere contatto intimo e affetto sia altrettanto nocivo.

Possiamo affermare, in linea generale, che qualsiasi chakra lascia una ferita se viene utilizzato a favore delle strategie di un altro chakra, perché sfrutta un’energia profonda per uno scopo che non gli è proprio: la difesa. Possiamo usare il sesso per sentirci più maschili o femminili; usare l’amore per coinvolgere il partner; i sentimenti per controllarlo; l’intuizione per sedurlo; la conoscenza per manipolarlo; il carisma per evitare intimità. In tutti questi casi stiamo abusando di un’energia che invece dovrebbe essere vissuta per quello che è e, anche se otterremo lo scopo, a lungo andare non faremo che ostacolarci, limitandoci nella crescita.

Più siamo in contatto con l’energia chiara e pulita del chakra, e maggiormente crescerà l’intesa a due, la stima di sé e del partner, la qualità del sesso, arrivando a risvegliare l’amore nel quarto. Questo, a sua volta, ci aiuterà a comprendere meglio i primi vortici, a essere più sinceri, accettandoci, pur con tutte le difficoltà che abbiamo a livello di sessualità, intimità e stima.

Citato da: Elmar e Michaela Zadra, ©Tantra per due – Una guida alla felicità della coppia,  Bestseller Mondadori 19° edizione, p. 307

Per sapere di più: www.maithuna.it

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