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Raffinato? No, grazie! In evidenza

Scritto da Mariagrazia Di Russo
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  L'allontanamento dell'uomo moderno da modelli biologici e naturali di alimentazione è evidente, provato soprattutto dal tipo di malattie causate proprio dagli eccessi: eccesso di proteine animali, di grassi, di cibi raffinati, di calorie, di additivi. La medicina meccanicistica in particolare aveva dimenticato che il cibo e le piante potessero... 
essere i primi rimedi e strumenti fondamentali in suo possesso. Con il trionfo della chimica questi ultimi due strumenti si erano trasformati in contenitori di principi attivi da cui produrre farmaci. E la dieta aveva perso completamente il suo valore nell'influenzare il nostro stato di salute. Il cibo come modulatore della bilancia salute-malattia ritrova il suo posto fondamentale tra gli strumenti del medico negli ultimi 20 anni, in cui scienziati di tutto il mondo hanno studiato e pubblicato ricerche sul rapporto tra alimentazione e cancro e soprattutto sulla prevenzione di questa ed altre malattie come quelle croniche o cardiovascolari. Il recupero della centralità del ruolo del cibo nella prevenzione ci permette di vedere con occhi nuovi le applicazioni e le indicazioni di ciò che è antico. Il naturopata, può "rintracciare" nella storia della dietetica terapeutica delle varie culture antiche, nelle medicine tradizionali, gli strumenti da utilizzare per insegnare a chi ha di fronte il modo di riequilibrare la propria energia, di prevenire le malattie e di ritrovare la propria salute attraverso il cibo, e l'armonia con la natura, anche confortato e supportato dalle più recenti scoperte scientifiche che avvalorano ciò che la medicina tradizionale insegna da millenni: che non siamo una somma di organi, ma un sistema integrato percorso da energia vitale che è la stessa che pervade il cosmo.   Nelle culture antiche il concetto che in un cosmo più grande l'uomo è il misterioso raccordo tra il divino e la terra, trovava uno sbocco naturale nella cura particolare di ciò che la terra dava all'uomo, gli alimenti, rispettati e temuti per la loro capacità di mantenere o di togliere la vita. Ed alla luce di questo diventa fondamentale utilizzare cibi che siano naturali, integri ed integrali (Eubiotica). E naturalmente questo vuol dire da agricoltura biologica. I cereali che consumiamo oggi sono purtroppo raffinati, il che significa privati di importanti elementi come vitamine del gruppo B, cromo, magnesio, potassio, calcio, ferro. La metabolizzazione di questi cibi raffinati ed impoveriti, impoverisce anche il nostro organismo. I cereali raffinati esauriscono le riserve minerali dell’organismo, soprattutto di calcio, scompensano la flora batterica per la carenza di vitamine ed enzimi. Un chicco di cereale non è altro che un seme capace di generare una nuova piantina, è infatti costituito dal “germe”, da una riserva di amido e da rivestimenti esterni chiamati crusca. Il germe, che è la parte vitale che manca nei chicchi di riso bianco per esempio, contiene una quantità enorme di principi nutritivi fondamentali per la nostra salute, ed insieme alla crusca, contiene anche una quantità di fibra alimentare utile per i nostri processi digestivi. Ci chiediamo allora perché ad un certo punto del secolo scorso qualcuno abbia deciso di migliorare una farina togliendole tutto ciò che di prezioso vi è contenuto!