Mercoledì, 10 Gennaio 2018 15:52

Origini remote e rimedi olistici ai problemi alimentari. In evidenza

Scritto da channelhealing
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Anche se viviamo in una società in cui non manca il cibo e non manca la varietà di alimenti, che consentirebbe una corretta e sana alimentazione, i problemi alimentari sono purtroppo abbastanza diffusi, sia in bambini che in adolescenti e adulti. 

Anoressia e bulimia sono i casi limite delle problematiche alimentari e, nonostante siano disturbi di una certa gravità, a tutt'oggi la medicina ufficiale non ha una risposta certa ed efficace per la loro cura. O meglio, se con rimedi allopatici si riesce a tamponare il sintomo, magari temporaneamente, i rischi dell'effetto rebound sono dietro l'angolo, e chi è affetto da tali disturbi sa quanto la strada verso la guarigione sia costellata da ricadute e difficoltà di ogni genere.

 

Il rifiuto totale del cibo è, come si accennava sopra, il caso limite, l'apice di una serie di disturbi più lievi che, senza sconfinare nell'anoressia e nella bulimia conclamata, affliggono molte persone oggigiorno, tanto che paradossalmente, in una società ricca dove basta entrare in un negozio di alimentari e c'è di tutto e di più, non è raro imbattersi in persone affette da malnutrizione. 

Molti studiosi hanno giustamente individuato le cause di tale fenomeno in quello che è stato definito "il nostro ricco cibo povero", ovvero una gamma di alimenti apparentemente ampia e varia, ma povera nutrizionalmente perché si tratta di prodotti in gran parte artificiali, artefatti, che hanno perso il loro potere nutritivo, il collegamento con la natura, quindi hanno scarso o nullo valore nutrizionale. 

Persone con un ritmo frenetico di vita mangiano spesso fuori, o anche quando consumano i pasti a casa per la fretta ripiegano su prodotti confezionati, o peggio sul cosiddetto "cibo spazzatura": alimenti finti che magari momentaneamente "tappano il buco" allo stomaco, ma che ci lasciano più denutriti di prima perché per digerirli il corpo è costretto a sprecare energie, e di contro non acquisisce principi vitali come vitamine o minerali, di cui gli alimenti preconfezionati sono notoriamente poveri.

Tutto ciò altera il gusto, allontana l'essere umano dalla corretta percezione di ciò che è salutare, e innesca pericolosi circoli viziosi: ci si abitua a mangiare in fretta e male, e più ci si intossica con alimenti inadeguati, più si tende a cercare proprio quegli alimenti, e non si prendono più in considerazione i cibi nutrienti e naturali.

Il rapporto col cibo ne viene falsato, il gusto è alterato, non si sa di cosa il corpo ha effettivamente bisogno. E nel dubbio, si ripiega sui soliti cibi che solleticano l'appetito, che appagano la gola, ma non nutrono veramente perchè non sono equilibrati. Ne è un esempio tutto ciò che ha molto potere calorico e poco valore nutrizionale.

Ma dove ha origine tale circolo vizioso? Come si innesca?

Assistiamo al sorgere di tale meccanismo fin dalla tenera età. Possiamo osservare che già da bambini, molti richiedono certi alimenti che bene non fanno, e tendono a sviluppare attaccamento ad essi. Perché? 

Il cibo è fortemente legato all'oralità, al piacere orale. Se guardiamo alle fasi di sviluppo dell'infante, la fase orale è della massima importanza per tutto lo sviluppo successivo. Il ruolo della madre è determinante. Se il bimbo riceve amore, calore, attenzione in questa fase, se le poppate sono accompagnate da presenza, dolcezza, se la madre è serena nell'allattamento, si pongono le basi per un corretto rapporto col cibo. Se al contrario la madre è ansiosa mentre allatta, se è preoccupata o frettolosa, se si nega interiormente al contatto profondo col lattante, il successivo sviluppo del bambino ne viene compromesso: egli collegherà il cibo a qualcosa di ambivalente, perché da un lato esso è la fonte di nutrimento fisico e di vita, dall'altro è fonte di ansia, paura, insicurezza.

Ne derivano, già durante l'infanzia e ancor più nella successiva età adulta, atteggiamenti ambigui e ambivalenti nei confronti del cibo: ne derivano scarsa attitudine ad ascoltarsi quando si ha fame e poi mentre si mangia, incapacità ad individuare il nutrimento giusto e dare al corpo ciò di cui ha bisogno veramente.

Allora, l'origine remota e reale delle problematiche alimentari è da individuarsi nella prima infanzia e nel rapporto con la madre. Là si sono gettate le basi di tutto lo sviluppo successivo. 

Di conseguenza, il rimedio olistico consigliato per procedere verso la soluzione naturale, è il lavoro sul bambino interiore: ciò ci consentirà di ricontattare le memorie cellulari che si sono precocemente insediate nel nostro sistema psico-fisico ed energetico, e di scioglierle, per recuperare salute e ben-essere.

In ciascuno di noi c'è un piccolo bambino, un bambino interiore, che attende di essere ascoltato e guarito: diamo a noi stessi questa opportunità, il nostro equilibrio anche nei confronti del cibo ne risulterà migliorato. Acquisiremo consapevolezza e sapremo darci ciò che ci serve nella vita, anche dal punto di vista alimentare.

Ecco alcune domande-guida per iniziare a accostarsi a queste tematiche. Si raccomanda tuttavia di procedere nel lavoro sul bambino interiore con l'aiuto di un esperto nel settore olistico: ciò permetterà di affrontare temi delicati e profondi col giusto sostegno.

  • Come è avvenuto l'allattamento?
  • Come è avvenuto lo svezzamento?
  • Come venivano consumati i pasti in famiglia, che atmosfera c'era?
  • C'era equilibrio nel sistema familiare? 

Un lavoro di costellazioni familiari può precedere o seguire il lavoro sulle ferite del passato.

"Guarire le radici" è un percorso completo di trasformazione e rinascita del bambino interiore. Per maggiori informazioni, CLICCA QUI

di dott.ssa Renata Rosa Ughini  ©

 

 

 

Letto 2823 volte Ultima modifica il Giovedì, 11 Gennaio 2018 11:44

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